Cannabis light, cannabis legale, canapa: un po’ di chiarezza e qualche consiglio di coltivazione

Cannabis light, cannabis legale, canapa: un po’ di chiarezza e qualche consiglio di coltivazione

7 Dicembre, 2019 Off Di Danilo donati

È la pianta delle polemiche, su cui governi e politici hanno condotto negli anni vere e proprie battaglie. Secondo un recente rapporto di Europol e del centro di monitoraggio europeo sulle droghe però la cannabis – meglio, la pianta di canapa – è anche e soprattutto un business consistente e in crescita in Italia: da Ragusa a Torino, infatti, i campi nostrani sono tra i più produttivi in Europa per quanto riguarda il raccolto di cannabis light, anche detta cannabis legale o cannabis industriale, e cioè cannabis a basso contenuto di THC.

La produzione italiana è destinata per lo più alla trasformazione, ma parte del raccolto viene anche esportato verso i Paesi confinanti, dov’è più difficile tracciare destinazioni e utilizzo. Vista l’offerta decisamente consistente, comunque, il prezzo della cannabis grezza in Italia è piuttosto basso, ma questo non sembra scoraggiare i coltivatori o gli aspiranti tali: altre stime parlano, del resto, di una resa che va dagli 800 ai 1000 euro all’ettaro per i campi coltivati a canapa.

Cosa sapere prima di pensare a una coltivazione di cannabis industriale in Italia

È legale coltivare cannabis in Italia? Servono permessi o autorizzazioni? Per cosa può essere utilizzato il raccolto? E, molto più pragmaticamente, di che tipo di terreno si ha bisogno? Di che cure? Che tempi e operazioni prevedere per il raccolto? Dubbi come questi sono più che legittimi, comunque, quando si è allettati all’idea di impiantare un raccolto di canapa e meritano di essere chiariti per quanto possibile.

A partire dall’aspetto legale appunto: nel nostro Paese si può coltivare canapa a patto che sia, appunto, canapa industriale e a basso contenuto di THC. Ci sono ossia circa settanta varietà diverse di cannabis certificate in Europa che possono essere tranquillamente impiantate anche in Italia e per scopo produttivo.

Diverso è il discorso, invece, per quanto riguarda varietà di cannabis cosiddette farmaceutiche o a scopo terapeutico, la cui coltivazione è effettivamente permessa in Italia ma salvo autorizzazioni e verifiche ad hoc.

La risposta non può che essere diversa tuttavia, e decisamente più articolata, quando la domanda diventa quale varietà di cannabis è conveniente e facile impiantare in Italia. Una premessa utile da fare è che il nostro Paese ha una tradizione molto più lunga di quanto si immagini quanto a coltivazioni di questo tipo: fino a qualche decennio fa, cioè, era assolutamente comune che i campi fossero coltivati a canapa e che il raccolto fosse destinato alle lavorazioni tessili, alla produzione di farine o di olio, eccetera.

Condizioni climatiche e tipologia di terreno nelle nostre zone erano, e sono ancora oggi, particolarmente favorevoli a questo tipo di coltivazione. Le varietà che rendono meglio in Italia sembrano essere, comunque, l’Eletta Campana, la Carmagnola o la Finola. Senza scendere nei dettagli delle proprietà di una o l’altra varietà, vale la pena fare una distinzione soprattutto tra varietà da infiorescenza e varietà da semi: entrambe crescono bene in Italia e garantiscono un buon raccolto, anche se richiedono tecniche e attenzioni diverse, ma hanno destinazioni chiaramente diverse.

Per un neofita, del resto, potrebbero non essere immediatamente chiari i possibili utilizzi della cannabis light. A seconda che la pianta di canapa sia da seme o da infiorescenza, il raccolto può essere sfruttato, semplificando molto, per produrre cosmetici od olio e altri prodotti alimentari come la farina o prodotti tessili e, nel secondo caso, infiorescenze e cristalli che hanno di tipo erboristico. Chi come Cannabe produce canapa in Italia ha, cioè, un catalogo molto diversificato di prodotti e dagli utilizzi e dalle proprietà molto diverse tra loro. Il plus del made in Italy è in questo caso, come in molti altri, la tracciabilità di ogni tappa della filiera e certificazioni ad hoc rispetto alla qualità del prodotto.